Il Fatto Quotidiano
NON CI CREDERETE MAI: LA BOSSI-FINI E' ANCORA ITALIANA

Caro Furio Colombo,

Ho scommesso con amici che la Bossi - Fini non era più legge della Repubblica italiana. Ho perduto. Ciò che mi umilia non è la perdita della scommessa, ma la legge Bossi-Fini, strettamente Lepenista. A quando una legge per la persecuzione legale dei rom?

Oliviero

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E' certamente indecente che la Bossi-Fini sia tuttora legge della Repubblica. Il lettore ha ragione. Non c'è  un solo argomento persecutorio caro alla signora  Le Pen che non sia reato con pene rilevanti nella  Bossi-Fini,  che non faccia parte delle ossessioni dei suprematisti. "La tratta  degli esseri umani" è stata inventata perché non si parlasse di salvataggio, e per poter disincentivare ogni slancio o istinto di soccorso nella gente di mare. L'invenzione di questo reato è carico  di crudeltà e privo di logica. Come insegnano  innumerevoli episodi della seconda guerra mondiale, quando al  posto dei leghisti c'erano  i nazisti, se arriva Eichmann, (tratta degli ebrei, Ungheria, 1974 ) arrivavano anche  anche Wallenberg o Perlasca. La differenza non è che questa volta, per farsi salvare è necessario un pagamento ( che. in Svizzera, del resto, durante il dominio di quel regime era necessario )[1] . Non tutti coloro che salvano sono eroi. La differenza è che adesso la legge persecutoria è di un Paese democratico, votata da un Parlamento di gente che si suppone normale quanto a buon senso e senso di umanità. Nel vuoto di un servizio  necessario subentra sempre  qualcuno  che offre quel  servizio, come le camionette a Roma, in luogo degli autobus, nel 1944.  Ma gli scafisti lavorano secondo il dettato della legge italiana. Fanno ciò che la legge impedisce ma milioni di persone chiedono, mentre i governi del mondo guardano altrove. Ma la Bossi Fini prevede anche il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dopo avere definito "clandestina" la sola immigrazione possibile, quella sui pericolosi barconi, che tendono ad affondare. Se affondano,  si può imputare alla " organizzazione criminale" il reato di omicidio colposo. E se qualcuno interviene in tempo a salvare gente che sarebbe annegata nel vuoto di  ogni altro aiuto, ci si può domandare se le Ong delle navi soccorso non siano d'accordo con gli  stessi  " criminali" che consentono a una famiglia siriana o somala di sopravvivere. Una domanda sorprendente  pare sia stata fatta da un Procuratore della Repubblica ai deputati della commissione Affari Costituzionali e Giustizia nei giorni scorsi ( Il fatto quotidiano, 23 marzo )  " E' consentito a organizzazioni private  come le Ong di sostituirsi a forze politiche e alla volontà  delle Nazioni? " Ovvio che la risposta è "si! "  se si tratta di salvare esseri umani e di opporsi ai nuovi persecutori.  Che cosa aspettiamo per portare al Quirinale gli organizzatori dei salvataggi  in mare, a cominciare da "Medici senza Frontiere", per  indicarli  come esempio agli italiani xenofobi, e premiarli   in nome di un Paese che, grazie ai salvataggi, non sarà accusato, in un futuro meno folle e meno ingiusto,  di genocidio?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –29–marzo -2017 pag. 12

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