Il Fatto Quotidiano
RISPETTARE I DIRITTI CIVILI E I CORPI DELLE PERSONE

Caro Furio Colombo,

" il gender non esiste, questa è la cultura dei gay. Non si adatta a noi. Noi siamo cattolici". Questo è l'ultimo attacco alla libertà dei filippini del loro presidente Rodrigo Duterte.

Dal proibizionismo sulle droghe ( che spesso si tramuta in esecuzione immediata, ndr) ) a quello sui corpi e sugli affetti.

Preoccupa la " distrazione" con la quale la Comunità internazionale sta reagendo a quanto avviene nelle Filippine. E non è una triste coincidenza che  le parole chiave utilizzate da Duterte siano da tempo anche nel registro  del dibattito nostrano  sui diritti civili. Interessarsi dei diritti umani di chi vive dall'altra parte del mondo è anche interessarsi dei nostri.

Leonardo Monaco ( segretario Associazione Radicale Certi Diritti )

Marco Perduca ( Coordinatore legalizziamo.it )

La lettera ( che è molto più lunga )  ha lo scopo di centrare tre obbiettivi, tutti trascurati  dalla parte politica, dalle rassegne e dibattiti sugli eventi internazionali, e  dal non interesse per i diritti civili e umani, nostri  e nel mondo, di tutti i media  a cui  abbiamo accesso. Il primo è di riportare attenzione su ciò che sta facendo nel suo Paese il Presidente Rodrigo Duterte: uccide a discrezione o condanna a pene pesantissime, senza riferimento alla gravità del  reato,  i veri o presunti trafficanti di droga  ( basta che siano consumatori per qualificarsi come tali ). Il secondo è di ricordarci  che il rifiuto e disprezzo per il gender ( tipico  anche della cultura che circonda il presidente Trump e di quella chesostiene le sottoculture fasciste in Italia ) significa una violazione di diritti che tende e ferire e disconoscere l'identità di chi credeva di essere libero di scegliere. Il terzo è di non isolare il caso di Leila De Lima, che il 23 febbraio è stata arrestata con l'accusa di narcotraffico e, nelle Filippine, rischia l'ergastolo o la pena di morte. Colpisce che un finto, feroce cattolicesimo  venga mostrato come la causa della negazione del gender , manipolando una religione al servizio di un proibizionismo cieco. Colpisce che una  persona abbandonata  dall'arresto nelle mani di una autorità  senza limiti e senza garanzie, abbia smosso solo i radicali, e non abbia  attratto se non l'impegno,  almeno l'attenzione di chi è consapevole della tragedia filippina. E' strano e anche imbarazzante che un Parlamento in ritardo su tutto, ma vuoto quando non convocato dal governoper  urgenti affari politici ( leggi di partito ) non senta il bisogno e anche l'orgoglio di entrare spontaneamente  e in forze in questo campo (  dalla difesa dei principi alla difesa delle persone ) avendo già accantonato la legge sulla liberalizzazione della droga ( leggi  marjiuana ) e quella sul diritto di decidere sul fine vita.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –30–marzo -2017 pag. 10

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy