Il Fatto Quotidiano
IL DISORDINE AMERICANO CONTINUA E SI ALLARGA

Caro Furio Colombo,

Abbiamo tutti vissuto, anche i più giovani, con l'idea di una America forte e ordinata, discutibile finché si vuole,ma con piani precisi e implacabilmente eseguiti. La sua stampa rivelava, la sua giustizia funzionava e i suoi cittadini erano uniti e orgogliosi. Adesso?

Lino

….

In ogni   Paese, nella  grande famiglia occidentale dove si suppone che la civiltà sia superiore e il mondo funzioni, sono diventati  frequenti  e cronici gli scollamenti. I cittadini si allontanano dalla politica, i politici si immergono in riforme che hanno senso solo all'interno della loro vita partitica, e da fuori non  si capiscono, il mondo giovane non è cercato e non cerca. E un certo grado di caos è diventato tipico di molti Paesi che avevamo considerato solidi e bene organizzati. Non ci meravigliamo dell'Italia, per cui la maggior parte di noi  italiani ha molto effetto e poca stima, ma persino a noi sembra di vivere, moralmente e psicologicamente, a un livello debole, inferiore a un passato non glorioso ma più rispettabile, di essere approdati a un tempo  povero di idee, privo  di progetti, senza prima e senza dopo.

Ma gli Stati Uniti, retti   con una continuità unica al mondo, per quasi trecento anni da una Costituzione  intelligente  e orientata al futuro,  stanno vivendo con Trump una stagione mai vista di disordine, contraddizione e autodenigrazione.  Il disordine di Trump cominciadal  non sapere organizzare un ufficio, nel senso elementare della parola. Si sovrappongono e contraddicono funzioni, responsabilità, competenze ( che non ci sono ), si intraprendono iniziative  confuse e pericolose, si confonde lo status  del personale fedele alla Repubblica ( coloro  che sono stati nominati, approvati, e hanno giurato ) e del personale fedele personalmente  a Trump, non  si vedono più essenziali  linee  di demarcazione fra ciò che è istituzionale, personale o privato. In tanti,nei media  americani, avevano  previsto un  "governo privato " di Trump. Si era capito subito dalla abitudine dell'imprenditore,  grande di dimensioni  ma non di visione, di ripetere sempre lo stesso modello di lavoro, sempre con gli stessi personaggi fidati, sempre in modo  semi-segreto e sempre con un  avversario contro cui battersi e di cui lamentarsi come  se il presidente non fosse obbligato dalla funzione a essere presidente di tutti.Trump non può governare perché resta estraneo sia alla politica ( non ha o forse non riesce ad avere rapporti con il suo partito di garanzia e di maggioranza ) sia alle istituzioni. Ignora il potere della presidenza, ma anche i limiti che rendono quel potere molto forte ma non assoluto, e anzi continuamente soggetto al dibattito. Non vuole  ascoltare, non vuole persuadere, non vuole ( non è capace di ) mediare. Nessun politico ( ovvero Rappresentante della parte eletta del Paese ) è con lui alla Casa Bianca. Nessun economista gli ha portato una teoria, nessun accademico o persona riconosciuta  della  cultura  gli ha portato una visione. Trump non è né religioso ne' laico, ne' potente ne' debole, non lo puoi sopraffare ma non è capace di imporsi. Non ha  ascendente o carisma o autorevolezza o prudenza. Esibisce, senza riflettere e senza alcun  istinto  di autodifesa,  tutti i pezzi della sua personalità mediocre, ormai familiare a tutti. Trump ha già fallito. Ma restano quattro anni.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –31–marzo -2017 pag. 10

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy