Il Fatto Quotidiano
RIDONO, DICONO CHE FA BENE. MA CHE COSA C'E' DA RIDERE?

Caro Furio Colombo,

Sono rimasta stupita, e anzi desolata nel trovarmi di fronte a grandi e autorevoli elogi dell'allegria e della risata ( Benigni, al Quirinale ) proprio in giorni come questi. Ma che cosa c'è da ridere? E dove trovare uno spunto di allegria?

Michela

Ammetto di avere avuto, sul momento,  lo stesso scatto di stupore di cui parla la lettera. Si può fare oggi un elogio  dell'allegria, mentre abbiamo appena appreso della nuova strage di bambini  a Mosul ( opera associata  di Isis, e della coalizione russo- americana contro Isis ) e ogni volto di potere nel mondo ha appena fatto, o promette di fare, una sua persecuzione? Mentre stavo pensando questa frase, ho per forza, evocato i volti dei responsabili del tetro periodo della storia che stiamo vivendo. Avete mai immaginato Erdogan dire una cosa rasserenante o scherzosa in luogo dei suoi messaggi funebri? Avete visto Trump sorridere o ridere o dire una battuta che non sia un brutto annuncio ( dal nucleare al carbone ),una minaccia o una derisione? Qualcuno ricorda un momento in cui  Putin abbia dedicato al suo mondo o al nostro una battuta vagamente lieta,  o condiviso un pensiero meno cupo del mandare navi e aerei da qualche parte e gli avversari al meritato destino? Duterte,il presidente filippino che ha risolto nel suo Paese il problema della giustizia con il sistema delle esecuzioni sul marciapiede, avrà  mai sorriso a qualcuno, che si sappia? Ma anche  la politica della routine quotidiana di trucchi e sgambetti è tetra. Ed è tetra la antipolitica, che ha pronte le liste di proscrizione e la motivazione delle sentenze, , ma non ha mai  condiviso il progetto di qualcosa che scalda il cuore. E tutto è reso più oscuro dal fatto che, in questo brutto periodo della storia in cui è stata messa fuori legge qualunque cosa dia ai cittadini un po' di consolazione e di rassicurante attesa,  non c'è letteratura, non c'è arte, per raccontare ciò che stiamo vivendo. C'è il rischio di non lasciare traccia.

Ecco la nostra situazione. Siamo  circondati dalle pessime immagini di coloro che hanno in mano i nostri destini. Vediamo  rabbia, cattiveria, vendetta e un adeguato tono  di voci e retorica. Non un gesto o un a parola che diminuiscano la tensione. Con una sola eccezione. Avete notato che il Papa ride? Non è una cosa strana,una  inedita immagine  della storia, un Papa che predica poco, si rivolge molto ai non credenti,  e raccomanda sempre  un abbraccio, una risata, uno scambio di cappelli, come fa con i bambini ( che lui tratta, con rispetto, alla pari)? L'importante è liberarci da un equivoco. " Una risata li seppellirà" non è mai vero. Le rozze,oscure idee su cui si vuole  di nuovo fondare il potere, vanno affrontate con la voglia  di liberazione e libertà che ci è stata tramandata di chi, dopo una guerra spaventosa, ci ha ridato dignità.  Ma una risata ci aiuterà a nondiventare come coloro che, per esistere, devono sempre perseguitare  ed eliminare qualcuno.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01–aprile -2017 pag. 10

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