Il Fatto Quotidiano
POLETTI HA SBAGLIATO BATTUTA MA IL CURRICULUM E' IMPORTANTE

Caro Furio Colombo,

Perché svilire il curriculum? ( come ha detto il ministro del lavoro).  Per una persona giovane è la sua prima  autobiografia, è l'occasione di dire qualcosa di se stesso.

Anna

Sono d'accordo. Ma prima vorrei rimuovere il corpo del ministro che è rimasto impigliato in duemeccanismi pericolosi per il suo mestiere. Il primo è la voglia di battuta spiritosa e memorabile ( " mai dire battute spiritose e memorabili, almeno non intenzionalmente" ammoniva Kissinger).

Il secondo è la magìa nera  della rete,  che spinge a scrivere senza pensare, e poi sputtana.

Ci resta da riflettere sul curriculum. Nelle " High School" americane si insegna ai sedicenni a scrivere il loro primo curriculum. E nell'ultimo anno ( diciassette ) si insegna ad aggiornarlo trimestre per trimestre.  Non ti dicono che questo foglio di carta, debitamente compilato, è il passaporto per il lavoro. Ti dicono che devi saper parlare di te stesso e, per farlo, devi scrivere di te stesso. In quel Paese è stato notato che certe attività, utili a qualificare una persona giovane, vengono intraprese non di slancio, ma perché ti accorgi, vedendole scritte nel curriculum di qualcun altro, che figurano bene. E' il caso del volontariato. Migliora molto chi vi partecipa. Ma migliora molto anche il suo curriculum, ovvero è una notizia sul suo senso di responsabilità  e di affidamento. E' il caso dello sport che - se diventa pratica ordinata e coerente di qualcosa, per forza migliora, e ti migliora,  e  racconta la  tua vita che, prima di scrivere  il curriculum, ti sembrava senza storia. I ragazzi sanno benissimo che viviamo in un tempo in cui le " risorse umane" vengono buttate via come scarti organici. Ma è bene incoraggiarli a scrivere prima di tutto per se, e anche per evitare quella risposta sbagliata che rovina spesso i pochi incontri possibili. Succede quando, alla domanda "Ma tu che cosa vorresti fare?" Si risponde: "Qualunque cosa". Quella, deve essere chiaro, è la disponibilità, non il desiderio. Come vedete in questa risposta ho due preoccupazioni.  La prima è che nessuno ( parlo di giovani ) prenda sul serio la futile battuta che Il ministro del lavoro non doveva dire. La seconda  è di scrivere il proprio curriculum, cercando di trovare  qualcuno, a scuola o fuori, che ti dia una mano la prima volta. E' bello avere la propria storia e conoscerla, prima di farla conoscere agli altri. Serve? Poco, forse. Ma di più che non averlo preparato, ben piegato, in ordine e in busta. Può sempre capitare che te lo chiedano. Raramente  a calcetto.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –04–aprile -2017 pag. 10

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