Il Fatto Quotidiano
MIGRANTI:NON TUTTI FUGGONO DALLE GUERRE

Caro Furio Colombo,

ci sono due luoghi  comuni sui migranti e i relativi doveri di difesa o accoglienza. Uno è accettare qualunque profugo perchè è sempre qualcuno scampato a una strage o a una guerra. L'altro è che, come è sempre stato nei secoli, la chiave dell'emigrazione è il tentare di spostarsi dal peggio al meglio. Dunque un rischio per loro ma un pericolo per noi.

Vanda

La prima cosa da fare, come è accaduto in America dopo la imprevista vittoria di Trump, è liberarsi dalle notizie false, specialmente se diffuse e ripetute con evidente intenzione di di disinformare.

E' certo mentre vero che in ogni barcone vi sono giovani uomini in cerca di una vita meno disperata. Ma è altrettanto e ancora più clamorosamente vero che le guerre in Iraq, Siria, Yemen e la disperata situazione che dura ormai da decenni in Somalia e Sud Sudan, aggiunte al rinnovato terrore contro i  Kurdi  della  Turchia di Erdogan,  e la caccia ai sub-sahariani in tutta  l'Africa del Nord, hanno moltiplicato i numeri di coloro che cercano disperatamente un rifugio e che l'ottusità egoista e cieca di alcuni Paesi d'Europa, spinge  esclusivamente  verso l'Italia. La sistematica disinformazione leghista pretende che per ogni barcone, l'ottanta per cento sia composto  di ladri di lavoro ( emigranti economici )  e solo il 20 per cento o meno sia di scampati alle guerre. Invece le organizzazioni internazionali, e il Dipartimento di Stato Usa ( ai tempi credibili di Obama ) pubblicano continuamente  bollettini che  dichiarano in stato  di insurrezione, guerra o terrorismo diffuso una lista di Paesi che attraversano l'Africa da Est a Ovest:  Burkina Faso, Burundi, Cameroon, Central Africana  Republic, Chad, Democratic Republic of Congo, Eritrea, Etiopia, Kenya, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Somalia, Republic of South Sudan, Sudan.

Ma basterebbe collezionare le notizie ( a volte catalogate come "minori" ) ma presenti  su tutti i giornali e in rete ogni giorno, su colpi di stato, rivolte militari, rivolte popolari e aree di guerriglia in quasi tutti gli altri Paesi africani non elencati nella lista delle guerre. Solo mentendo si può sostenere che " una politica dei flussi migratori" debba e possa essere perseguita in modo da mettere un po' d' ordine in  un immenso fenomeno così grande, drammatico e legato alla necessità di salvezza. Solo mentendo ci si può illudere di mettere un tappo all'Africa e a chi corre verso l'Europa  dal Medio Oriente, utilizzando, con sorprendente estraneità  ai doveri umani della civiltà a cui diciamo di appartenere, tribù assoldate. Il tappo sarà dunque di mercenari liberi di scegliere i loro espedienti  di contenimento. Il tappo sarà impossibile e salterà  ma non prima di avere gettato sull'Italia, che finora ha salvato e accolto, l' immagine, allo stesso tempo cieca e crudele, di una classe dirigente molto inferiore al momento storico.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05–aprile -2017 pag. 12

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