Il Fatto Quotidiano
IL MONDO DELLE PENSIONI E LA "COLPA" DEI PENSIONATI

Caro Furio Colombo,

ascoltando e riascoltando telegiornali e dibattiti mi sono reso che siamo uno strano  mondo: disprezziamo il lavoro e lo paghiamo il meno possibile. Poi troviamo indecoroso che così tanti ricevano pensioni così piccole. Tutti condannano e nessuno si chiede perchè.

Novella

L'osservazione coglie nel segno. Mediamente non passano  più di due mesi fra una crisi di ripensamento delle pensioni e l'altra. Ovvero ogni due mesi qualcuno, da fonti sempre diverse ma sempre autorevoli( Instat, , Inps, sindacati,  varie organizzazioni  di ricerca e monitoraggio ) ci fanno sapere che l'80  per  cento dei pensionati riceve assegni mensili di portata ridicola  dopo quarant'anni di lavoro. Mai nessuno si ferma a questo punto  a domandarsi: come mai? Le pensioni non sono una elargizione benevola, sono il frutto di un calcolo matematico in base a una serie di  leggi. Si è discusso molto  sui due metodi, contributivo e retributivo, provvedendo anni fa a spostare tutto sul meno oneroso  per lo Stato. Ma lo scandalo, ogni volta ripetuto dalle voci più illustri, e mai chiarito, rimane  senza risposta. A questo punto, invece di chiamare in causa il passato, ovvero paghe inadeguate che formano  pensioni  inadeguate, si chiama in causa il presente. Però non il governo o il Parlamento, affinché provvedano a correggere la vasta ingiustizia. La trovata è: si chiamano in causa  gli altri pensionati, che, salvo situazioni scandalose di leggi speciali (che però sono poche,altrimenti  non sarebbero privilegi) ricevono ciò che è stabilito dai calcoli in vigore, secondo le leggi via via modificate nel tempo. Cioè ricevono ciò che  spetta loro  in base ai decenni  di lavoro e ai  versamenti effettuati, incassati e investiti dall'Ente previdenziale. Matura  la strana idea che i pensionati sono un mondo a parte, tanti  vecchi troppo sopravvissuti,  che  devono darsi  una mano: provvedano loro a mettere ordine  se la casa è in disordine. Come se si trattasse di una torta da tagliare in modo  più equo, e non il frutto di un calcolo secondo misure matematiche e prescrizioni di legge. Ma i pensionati che hanno lavorato  sempre, pagato sempre, e costituito  la  colonna portante del sistema, vengono raggiunti anche da un'altra intimazione. Si rendono conto che i giovani non avranno mai una pensione come la loro? A questo punto sia chi governa e ha governato il Paese, sia chi chi  governa  e ha governato l'ente previdenziale, mettono sulle spalle dei pensionati il compito di provvedere alla " staffetta generazionale". E poiché per i pensionati  è impossibile,  perché  si tratta di destini bloccati, entra in gioco il senso di colpa. Torna utile spostarlo  verso di loro. Non si sono accorti che il mondo è cambiato, non ci sono più le risorse di un tempo,  e loro sono ancora li a incassare?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –08–aprile -2017 pag. 10

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