Il Fatto Quotidiano
UNA RIFLESSIONE SULLE MACERIE DEL DOPO - BERLUSCONI

Caro Furio Colombo,

Sono un giovane che vive in UK  da quattro anni. Quando penso all'Italia mi  vengono in mente non solo disoccupazione, malaffare, corruzione, ma anche maleducazione, inaffidabilità, ignoranza. Questo è il risultato di vent'anni di Berlusconi  che hanno portato nuovi modelli di comportamento politico, per cui la cultura non è più un valore, gli inquisiti o condannati restano al loro posto, le leggi sono ad personam e il più ricco ha sempre ragione. Una bassezza morale che ha contaminato parte degli italiani. Come se ne esce secondo lei?

Silvio

Le due parole chiave del messaggio (che il giovane italiano  Silvio manda da Londra a proposito di un vecchio  Silvio che ha governato o co-governato   l'Italia per vent'anni), sono corruzione e inaffidabilità. La corruzione c'era già prima, ma Berlusconi l'ha fatta esplodere come un vanto.

Niente da dichiarare e niente da nascondere è diventato costume, tanto che il privilegio indebito  è, e continua ad essere, un diritto di chi partecipa a questo nuovo tipo di classe dirigente. L'inaffidabilità è diventata immagine nazionale che ha reso difficili e poco credibili anche i rapporti economici e finanziari con l'Unione Europea, di cui siamo fondatori. E si è radicata come una continua ragione di incertezza e disagio per i cittadini. Berlusconi ha portato dentro il cuore della responsabilità e del  governo del Paese un immenso conflitto di interessi e una libertà di invenzione dei fatti che sono rimasti, fino a Trump, unici al mondo. E ha accuratamente disarticolato e posto l'uno contro l'altro i tre poteri su cui si fonda la democrazia. Ha fallito contro i giudici, ma gli è riuscita l'impresa di rendere ridicolo e non rispettabile il Parlamento. il lettore noterà che non parlo al passato, anche se i fatti qui elencati sono il passato italiano che ci ha portato fin qui. Non l'ho fatto perché nessuno che abbia potere in questo momento ha rotto con una tradizione di malaffare ormai  radicata, e ha  denunciato davvero e al completo ciò che è appena accaduto. Questo stato di inerzia è reso più grave dal fatto che è stata tentata una riforma della Costituzione ( fondata sul rafforzamento dell'esecutivo e sulla marginalizzazione di tutti i poteri di controllo e i " corpi intermedi" ) che ha segnato vistosamente non la negazione ma lacontinuità con il non glorioso passato. E la sconfitta di questa riforma è solo il male minore. Infatti resta un vuoto disorientante. Un nuovo tipo di politici si è affacciato con forza promettendo il futuro.

Dicono che sarà condiviso con tutti noi.  Ma di esso non anticipano nulla.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –18–aprile -2017 pag. 1o

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