Il Fatto Quotidiano
UNA TRISTE DOMANDA: DI CHI E' LA FESTA DELLA LIBERAZIONE?

Caro Furio Colombo,

penso che dovresti dire qualcosa su una festa che hai sempre difeso da tutti. In passatodalla destra fascista e adesso dall'Anpi.

Nadia

E' una storia strana, travestita da persuasione politica, che invece rivela  un ovvio  e profondo  pregiudizio anti -ebraico che compromette la festa della Liberazione e della libertà,almeno nella città di Roma. Prendiamo la storia  dall'inizio. Il 25 aprile del 1945  è il giorno in cui i partigiani sono entrati nelle città e nei borghi italiani e hanno potuto annunciare che il nazismo e il fascismo e la caccia agli ebrei ( tutto un popolo da sterminare) ) che durava dal 1933 in Germania e dal 1938 in Italia erano finiti, sconfitti, sepolti sotto le macerie della storia. Certo, la gran parte del territorio italiano è stato liberato dagli Alleati ( Stati Uniti più decine di Paesi del mondo libero ). Ma  la guerra partigiana ( tanti italiani  di tante fedi uniti contro il fascismo e le sue folli persecuzioni ) ha potuto mostrare al mondo che c'era un'Italia libera che non ha mai venduto la sua dignità e che aveva diritto di stare dalla parte  dei vincitori. Il 25 aprile è il giorno da celebrare, come ricordo e come conferma di impegno antifascista. Che cosa c'entrano i Palestinesi, che, se mai, al tempo della guerra che ricordiamo, erano ( chi li rappresentava ) dalla parte sbagliata? Se vogliamo che sia la festa di tutte le liberazioni, perchè  non Invitare anche  i Siriani bombardati da Assad,  con  i loro bambini scampati, o  i Somali in fuga,o  le donne fuggite in tempo  del Sud Sudan, i rappresentanti dei Saharawi, dei Royngha? Le giovani vittime di Boko Haram. I Palestinesi c'entrano , purtroppo, perchè c'entrano gli ebrei. Ma gli ebrei c'erano davvero, nella guerra di liberazione italiana.  Gli ebrei ( provenienti da Gerusalemme, dai primi kibbutz, dagli scampati dai campi hitleriani) avevano volontariamente formato una brigata per combattere con noi in Italia, la nostra guerra di liberazione. Era   una formazione  che si chiamava "Brigata Ebraica", aveva la bandiera di un sogno ( Israele non esisteva, ma anche l'Italia  libera era un sogno, e ancora non esisteva )  e ha liberato, in molte battaglie e con molti  caduti,  quasi tutta la regione Emilia, combattendo soprattutto intorno a Forlì. Molti italiani, e le comunità ebraiche  italiane, avrebbero voluto  celebrare il 25 aprile secondo la storia, e dunque bandiere ebraiche ( che adesso sono di Israele) accanto alle bandiere italiane. Ma subito c'è stato, tra i militanti  dell'Anpi ( Associazione nazionale  Partigiani italiani ) qualcuno che,  privo di cultura della Resistenza e prigioniero  dell’antisemitismo,  ha interpretato le bandiere  di Israele, che sono le stesse della Brigata Ebraica che ha partecipato alla liberazione italiana, come offesa ai palestinesi dei giorni nostri che, allora ( la storia è quella che è ) erano schierati con i nazisti.  Ha fatto bene la Comunità ebraica romana a chiamarsi fuori e a lasciare che un gruppo romano senza memoria,  pretendesse di celebrare la nostra festa della libertà insieme con Hamas, la formazione che domina in Palestina e approva Tir e coltello. L'iniziativa anti-ebraica  ha liquidato l'Anpi romana purtroppo, e induce a distaccarsi nettamente. Con immensa tristezza.

FURIO COLOMBO

 

LETTERA - IL FATTO –22–aprile -2017 pag. 10

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