Il Fatto Quotidiano
LA POLIZIA A CAVALLO CONQUISTA MILANO

Caro Furio Colombo,

Improvvisamente a Milano, davanti alla  Stazione Centrale, compaiono squadroni di polizia a cavallo che prendono il controllo della piazza, scacciando gli immigrati con i loro fagotti, i loro figli, ma senza casa. Stavano girando un film o annunciando un nuovo modo di governare?

Fede

Provo a formulare la domanda in un altro modo. In quale  capitolo della storia italiana collocheremo la narrazione di questa nuova avventura: la Polizia a cavallo italiana carica dei disperati senza  casa che sono cacciati da centri di accoglienza  o  detenzione,  in quanto ritenuti non degni di diritto di asilo. E allora  si sono accampati In strada ( nel caso sui gradini di statue antistanti la stazione centrale ) perchè nessuno ha pensato che gli esseri umani devono mangiare, dormire e lavarsi. L'iniziativa di caricarli con truppe a cavallo  in quando ingombro del decoro urbano offende il sindaco. Perchè Sala permette che nella  città che rappresenta e di cui è responsabile, uomini donne e bambini vengano affidati agli zoccoli dei cavalli, con una trovata zarista tipo  " Dottor Zivago"? Quella carica di militari  a cavallo che mette ordine fra la teppaglia offende i milanesi: anni e anni di pretese  che " Milan l'è un gran Milan " e dichiarazioni un po' azzardate sulla vera capitale d'Italia, e poi arrivano i cosacchi della Questura. Si, certo, persino prefetto e questore di Milano hanno una importante ragione da offrire: ordine del ministro dell'Interno già Pci, Pds, Ds e ora Pd,  Minniti. Ma vi rendete conto dello stato morale in cui è ridotta l'Italia e la sua politica? Una parte della casta  ( la nuova casta digitale ), in co-produzione  con la Lega, vuole  sgombrare il mare da chiunque  si macchi del reato di salvare chi annega ( argomento forte: è impossibile che una Ong salvi qualcuno senza un tornaconto) . L'altra parte della casta, democratica e resistenziale, ha due progetti: o blocca in Libia i migranti che danneggiano il decoro del nostro Paese. O ripulisce le  piazze di quelli  che purtroppo sono arrivati,  con cariche di cavalleria  zarista che certo attraggono la favorevole attenzione dei nostri visitatori stranieri.

Ora posso rispondere alla domanda posta all'inizio. In quale capitolo della Storia italiana metteremo le cariche di Milano? Io credo che il luogo giusto sia: accanto alle cannonate di Bava Beccaris contro gli scioperanti milanesi che, all'inizio dell'altro secolo, osavano andare in piazza. Sono passate rivolte, resistenze e vittorie operaie ma, ammettiamolo, Bava Beccaris che usa il cannone sugli inermi che guastano il decoro e irritano i Maroni di tutti itempi, ha vinto. E' il capitolo della viltà. Contro i poveri, contro i senza potere, è facile. Ma è sicuro, Minniti, che una simile iniziativa porta voti?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05–maggio -2017 pag. 12

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