Il Fatto Quotidiano
QUANDO IL CANDIDATO MIGLIORE DIVENTA LA SPERANZA

Caro Furio Colombo,

Vorrei condividere un'impressione: la vittoria di Macron stata celebrata  come la nascita di una nuova  Repubblica, l'inizio di una nuova epoca. Secondo me c' stata una illusione e una esagerazione. Bene che non abbia vinto Le Pen. Ma il resto ordinaria amministrazione.

Vinicio

No, credo che prima e dopo la vittoria di Macron ( e le dimensioni di quella vittoria ) siano accadute alcune cose nuove che non riguardano, non solo, la Francia. E  ho trovato naturale, e anzi inevitabile, che la Francia celebrasse con vera passione questi fatti nuovi. Provo a mettere in ordine la mia impressione, del tutto diversa dal lettore che ci scrive. 1 - Macron aveva davanti a s lo scenario di una possibile vittoria lepenista, cio la distruzionedi tutto ci che sappiamo delle Francia e di tutto ci che la sua storia ha dato all'Europa.

Invece di sostare spaventato davanti a quello scenario e chiedere aiuto, ha voltato le spalle alpeggio e si proposto come una speranza.

2 - La speranza stata l'idea geniale e vincente di questa campagna elettorale. Macron, si direbbe, ha fatto tesoro del tracollo di Hillary Clinton. Invece di denunciare il disastro che sarebbe stato portato dall'avversario, si proposto come un leader non solo in grado di evitare  il disastro ma capace di guidare ben altra Francia, non distruttiva e vendicativa, ma carica di progetti per il futuro. Invece del   distacco dall'Europa, ha annunciato  un  legame molto pi forte e orgoglioso, in cui la Francia sarebbe stata  co-autrice di un nuovo mondo che ancora realistico e possibile.

3 - I punti di forza di Macron. ( detti o non detti ) sono stati tre: la Francia come speranza, l'Unione Europea come luogo naturale per vivere, crescere e tenere testa alle minacce del mondo, un "no"al  futuro come vendetta, ritorsione, punizione, privazione, e dunque,  anche un no all'Europa come  cupa e impenetrabile scatola chiusa. Ammettiamo che tra il dire e il fare c' di mezzo il mare ( questo certo il caso dei migranti che chiedono  aiuto all'Europa ). Ma quella decisione di far precedere alla Marsigliese lInno alla Gioia, che   il canto dell'Europa unita,  appare come un impegno. Io dico che sar mantenuto. Da oggi non solo  abbiamo evitato la Francia di Le Pen che avrebbe infettato rapidamente l'Europa. Da oggi abbiamo una Francia  che non pi la desolatae stordita  Francia di Hollande.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO 11maggio -2017 pag. 10

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