Il Fatto Quotidiano
LA STRANA FESTA DELLE CULLE VUOTE AL CIRCO MASSIMO

Caro Furio  Colombo,

Che senso ha organizzare una " festa" (o macabra celebrazione) delle culle vuote, come se quei bambini non nati fossero stati intercettati  da un Erode ?

Silvana

Trovo strano che l'evento, inventato non so  da chi ( e non so  neppure se con propositi religiosi ) sia stato presentato nei media come un possibile invito a mettersi d'impegno a procreare.

La distorsione logica che suggerisce  un simile evento è simile alle centinaia di occasioni e di convegni  dedicati ( ogni circa due mesi ) al fatto che i pensionati non muoiono, non nel numero giusto. Invece di prendere  atto di fatti naturali che buttano all'aria temporaneamente qualche statistica  e qualche progetto ( come quegli antipatici periodi meteorologici detti di "alta pressione atlantica " che producono  infinite e stralunate giornate con troppo  caldo e troppo sole ) si impiantano discussioni come  se le nascite dei bambini potessero essere il risultato di una pianificazione, come  se tanta gente sopravvive per il vorace desiderio di guadagno delle case farmaceutiche. In un mondo di cambiamenti tecnologici  continui e radicali, come si fa a non essere  sfiorati dal pensiero che certi comportamenti  di massa  cambiano e cambieranno comunque a causa di fatti di cui molti di noi non sanno di essere parte, o di decisioni che molti di noi non hanno mai preso o voluto prendere? Sociologi e studiosi sociali delle clamorose  variazioni del comportamento umano dovrebbero ispirarsi con un po'  di umiltà alla famosa ( e fondata ) saggezza dei contadini. A  partire  da un dato solo ( qualche grado in meno, qualche grado in più di temperatura ) ti raccontano l'intera stagione che sta per venire  e la predicono quasi  senza errori.  Forse sarebbe altrettanto utile non fare  troppo affidamento alla interpretazione politica e sociologica dei fatti. Certo, non ci sarà un boom  delle nascite ad Aleppo, quest'anno, ma neppure in Norvegia. E  se spiegare Aleppo è facile ( ma non sicuro )  non lo è  per l'Europa, a meno di non riconoscere , come farebbe un agricoltore, osservando  diverse erbe, che alcune prevalgono perché sono più resistenti alle intemperie di altre. L'intera evoluzione della specie è avvenuta così, mentre, intanto, si formavano aggregazioni di popoli che non avrebbero dovuto stare insieme, e invece hanno creato gruppi  prima inesistenti. La veglia intorno alla culla vuota, mentre nello stesso tempo e luogo stanno arrivando bambini e giovani salvi per miracolo, e perfettamente  adatti a occupare gli spazi liberi, è un rito penosamente inutile, perché non si sta parlando di una gara di fertilità,  ma di due cose diverse. Una è la visione del futuro, che è bene avere ma non puoi inventare. L'altra è lo spostamento dei popoli, che è come la terra che gira o l'eclissi di luna. Non riconoscere eventi immensi mentre stanno accadendo è una penosa cecità selettiva .

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –18–maggio -2017 pag. 10

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