Il Fatto Quotidiano
PERCHE' IN MARE CONTINUANO A MORIRE I MIGRANTI?

Caro  Furio Colombo,

Avrai notato che, dopo il grande carnevale degli scafisti  che sono d'accordo con le Ong, per darsi appuntamento in mare e trasbordare i profughi comodamente dai barconi alle navi,ci sono in mare molte meno navi Ong e molti più morti. Sarà il frutto della minaccia di severe inchieste perché “ne arrivano troppi"?

Elio

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Stabilire un nesso di causa ed effetto mi sembra azzardato, anche se in tanti si sono stupiti peruna serie di attacchi così duri al volontariato del soccorso in mare, il cui unico misfatto, fino a prova  contraria ( la frase vale nel suo significato letterale ) è di avere salvato vite. Diciamo che c'è nesso morale, ma in un arco di responsabilità ben più grande di quello di cui parla il lettore.

Infatti, durante il G7 di Taormina  tutta la Sicilia è rimasta chiusa agli sbarchi delle migliaia di persone che, nel frattempo venivano salvate e restavano bloccate sulle navi. E' capitato soprattutto a Medici senza Frontiere, che si sono trovati improvvisamente ad essere gli unici soccorritori di un numero sproporzionatamente alto di sopravvissuti, mentre all'improvviso sono scomparse le  navi militari italiane e quelle di Frontex ( la pessima e svogliata organizzazione di salvataggio Europea che in realtà si dedica  soprattutto a salvaguardare le  sacre frontiere del Continente )." Siamo stremati, abbiamo navigato per tre giorni in condizioni disumane ", hanno fatto sapere i soccorritori, evidentemente ormai sgraditi a tutti, e costretti a puntare dalle coste libiche a Napoli con  un carico umano doppio della portata della nave. Si capisce che dalla nave abbiano detto:"Avremmo dovuto sbarcarli tutti a Taormina". E forse il risultato nullo di quel misero vertice sarebbe stato diverso. Ma la vicenda del soccorso diradato, delle coste bloccate ( con l'implicitopassa- parola " se muoiono pazienza" ) e della Libia che torna in scena ogni volta come un luogo con finti governi, finte polizie e finta capacità e volontà di soccorso, ci porta a dire le affermazioni che seguono e che speriamo siano  smentite al più presto .Primo: La Libia  resta un luogo di carcerazione barbaro, di campi di concentramento dove la disumanità oscilla fra Shoah e Guantanámo, dove non esistono sistemi di garanzia di alcun genere e da cui si esce solo a pagamento e dopo stupro e tortura. Secondo: l'attacco violentissimo avvenuto a sorpresa in Italia alle ONG  (  da voci autorevoli, con l' impegno di indagare chi tenta il salvataggio di esseri umani ) sta spopolando il mare e i morti aumentano. Terzo: tutti i governi europei, e certo quello italiano, mostrano la preoccupazione di fermare ( che, ormai dovrebbe essere  chiaro a tutti, vuol dire morte) ma non quella di salvare. Pensate alla nave di Medici senza Frontiere che compie 12 salvataggi, in 24 ore, ciascuno di centinaia di persone, ciascuno con decine di morti, e a cui viene impedito ogni sbarco benché  i salvati, compresi tanti bambini, stiano morendo  di fame  a bordo ( la frase va presa alla lettera) E' la strada di un inferno, lastricata  di cattive intenzioni.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –31–maggio -2017 pag. 12

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