Il Fatto Quotidiano
SIAMO SICURI CHE I TASSISTI ABBIANO POI COSì TORTO?

Caro Furio  Colombo,

Ancora  una volta ( forse in Italia, di certo a Roma ) stiamo per  essere colpiti da uno degli ormai celebri  scioperi dei tassisti che fermano le città. Sono scontenti  della  concorrenza  che arriva  con Uber e rompono il giocattolo piuttosto che cambiarlo. Chi governa ( città e Paese) dovrebbe avere la mano più ferma.

Luca

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Il giudizio è duro per ragioni comprensibili, eppure io non sono affatto sicuro che i tassisti abbiano torto. Provo a dirlo in questi punti, che essi cercano invano di far valere. 1 - Dei tassisti delle nostre  città sappiamo tutto, di Uber non sappiamo nulla. Per esempio nessuno ci ha detto se e come dei privati possano improvvisamente trasformarsi  in operatori pubblici, meritandone  la fiducia,senza prove, valutazioni, garanzie  di alcun genere. 2 - Salvo casi ( che non sono frequenti o abituali da molto tempo ) le tariffe dei taxi sono conosciute, annunciate e osservate. Per Uber, da quel che si sa, il costo del trasporto resta resta libero e soggettivo. Certo, il mercato   lo renderà confrontabile. Ma resta " libero e soggettivo", e dunque regolato  dalla più o meno evidente capacità del cliente di confrontare, e decidere se la tariffa è accettabile. Conviene una situazione  così incerta in un Paese come l'Italia che  conta sul turismo ,e dunque sulla fiducia, e viene giudicato come se ogni cosa che avviene in Italia, in qualunque settore, fosse  una prova di affidabilità di tutto il sistema?

3 - I taxi sono condotti da persone che hanno licenze ( costose e a numero chiuso ) di servizio pubblico. E' sleale la improvvisa concorrenza di un servizio parallelo fondato sulla pura iniziativa individuale e protetto dalla legge ( il famoso misterioso emendamento aggiunto a una legge detta Milleproroghe ) pur avendo saltato tutte le prove e gli ostacoli degli altri operatori del settore.

4 - Non risulta che sia stata istituita o funzioni una autorità in grado di accogliere obiezioni e di gestire e decidere dissensi, evitando i disservizi che colpiscono il pubblico. Problemi non da poco sono anche la frantumazione di sigle sindacali e di cooperative di taxi, che non sempre agiscono in armonia e non sempre  si preoccupano dell'abbandono dei cittadini. Ma i cittadini, il più delle volte sono abbandonati dalla Città ( sindaco e polizia urbana ) che ritengono poco dignitoso mediare e risolvere simili vertenze e preferiscono la lenta e faticosa soluzione spontanea.

5 - Non abbiamo parlato  dell'invasione delle auto pubbliche  che vengono da fuori città, pagano piccole tasse in piccoli paesi, e vengono  a cercare clienti costosi nella metropoli. Tenetelo presente quando  i tassisti che conosciamo sembrano sul punto di perdere la testa.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01- giugno-2017 pag. 10

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