Il Fatto Quotidiano
LA DURA VITA DEL CONDUTTORE TV COSTRETTO AI PRESENZIALISTI SERIALI

Caro Furio Colombo,

Sono stupito della tenacia con cui  si continuano a portare ministri e sottosegretari in TV, non nel senso dell'intervista ma della partecipazione ai programmi che riguardano  il loro incarico, e  di cui dovrebbero parlare solo giornalisti ed esperti,  per garantire un minimo di credibilità. Questa invenzione del berlusconismo non. È mai finita.

Chiara

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E' vero.  Appena parte l'elenco ( spesso annunciato in anticipo ) di coloro che parteciperannoal talk show, c'è subito, primo o secondo, il nome  del ministro o del capo partito interessato, che spesso, nel momento, è anche protagonista di personale vicenda politica su cui gli fa comodo dare ragguagli. Si tratta spesso di persona che ha già attraversato i Tg del giorno, e che magari ha una o due pagine su uno dei maggiori quotidiani della stessa data. La tipica preoccupazione è di schierare  un oppositore. Ma una volta impostato così il programma, l'oppositore serve per presentare idee diverse, non per smontare il personaggio che ha di fronte. Per esempio, Salvini porta un'idea del mondo camuffata da benevolenza per frammenti, giudicati minimi, di profughi dalle guerre e  gigantesche cifre attribuite a profittatori in cerca di benessere. Le immagini di paurosi naufragi, anche se ci sono, non contraddicono nulla. E nessuno osa incalzarlo su tutte le meraviglie che spettano ai migranti - turisti che arrivano con facilità da complotto organizzato ( un'idea  ampiamente condivisa da altri politici ) a confronto con ciò che spetta ( e viene negato ) agli italiani. Manca, per esempio, una inchiesta sui benefici che sono arrivati ai cittadini di Ventimiglia, una volta che Il sindaco ( in questo caso,  Pd) ha vietato la distribuzione di acqua ai migranti costretti a  fermarsi dalla chiusura arbitraria e illegale delle frontiere francesi. Un altro fatto umiliante, nella  tipica trasmissione politica italiana, è la gentile passività del conduttore, che da e toglie liberamente la parola agli ospiti, ma sta bene attento  a non toccare i tempi che spettano ai politici, e anzi a moltiplicarli a richiesta. Ma soprattutto sta attento a non contraddirli personalmente  persino quando citano fatti  vistosamente non veri o chiaramente infondati  ( come la storia di  case negate agli  italiani , e concesse invece ai migranti, in una quantità di luoghi in cui  tutti sanno che quelle case non esistono, e che gli italiani senza casa hanno  come soli  nemici l'inerzia o la corruzione del loro Paese.  Nei programmi su migranti e profughi sono falsi anche i numeri ( il rapporto fra famiglie in fuga dalle guerre e giovanotti che vengono in Italia  per rubare il lavoro ) e i nomi dei Paesi africani  dichiarati "non in guerra" proprio  mentre sono in corso carneficine, senza alcun tentativo di correzione e di precisazione da parte di chi conduce. Non sarebbe male tradurre e ritrasmettere Il programma politico andato in onda pochi giorni fa in USA su Fox  News Channel ( Fox and Friends) fonte rigorosamente di destra, dove il conduttore si è prontamente dissociato da Katie Hopkins quando ha detto che in Inghilterra sono necessari campi  di concentramento in cui rinchiudere tutti gli islamici. Aspettiamo che accada in casa nostra appena Minniti avrà detto  in TV che si deve distinguere il salvataggio dallo sbarco. Le Ong salvino pure chi vogliono,  quando vogliono. Ma non li potranno più portare in Italia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –08- giugno-2017 pag. 12

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