Il Fatto Quotidiano
GRAZIE ALLA LEGGE BOSSSI-FINI IN ITALIA NON ESISTE INTEGRAZIONE

Caro Furio Colombo,

Perchè nessuno parla della legge Bossi- Fini che ha tenuto fuori dalla vita tanti stranieri di vecchia  data , e parlo di quelli senza precedenti penali, come me ( sono in Italiada  25 anni ) e ci hanno lasciato senza permesso di soggiorno.? E' una legge anti-integrazione fatta 15 anni fa, quando nessuno sapeva della crisi. Mentre tutti i politici parlano di integrazione, noi siamo in migliaia tornati clandestini in attesa della deportazione nei cie di Minniti.

Amine Cheriti

Il giudizio di Amine Cheriti è benevolo. La legge Bossi Fini non è stata fatta perché ciò che stava per accadere era, a quel tempo, imprevedibile. Al contrario, i due autori hanno previsto il peggio e hanno fatto in modo, punto  per punto, articolo per articolo, comma per comma, che il peggiocadesse sui profughi e i rifugiati. Con quella legge l'Italia ha assunto un atteggiamento di estraneità, ma anche di impegno a rendere sgradevole ogni aspetto e momento della vita italiana degli immigrati, credendo che il rischio di un trattamento umano avrebbe aumentato gli arrivi.

Una distinzione è molto importante. Le forze di polizia in terra e la Marina militare in mare, non hanno mai adottato lo spirito persecutorio della Bossi Fini. E benché il ministro  dell'Interno sia  stato a lungo Maroni, uno dei più accesi protagonisti della Lega vissuta con lo spirito di   Borghezio ( Torino ) o  di Gentilini( Treviso  ) Polizia e Carabinieri italiani hanno scelto una loro strada più umana e normale e quasi sempre  hanno ignorato lo spirito cattivo della legge, trascurando lagran  parte delle misure persecutorie previste. Lo stesso, quando possibile, hanno fatto i giudici, evitando  di fare delle prigioni l'unica destinazione possibile per chi aveva creduto  di salvarsi in Italia. L'Italia  triste della Bossi Fini ha cercato di tener fede ai propri ideali costruendo nuove  galere  dette "Centri di identificazione e di accoglienza " dove  nessuno provvedeva all'identificazione e l'accoglienza erano materassi in terra, gabinetti ingorgati, niente avvocati,niente  medici e  l'unico atto di civiltà erano le visite frequenti dei deputati radicali, con quei pochi deputati e senatori del Pd che non volevano stare al tetro gioco della legge persecutoria. Intanto, a parte  i radicali, restavano pochissimi, in Parlamento, coloro che avrebbero voluto sbloccare laburocrazia  ostile creata dalla Bossi - Fini , e cominciare  con il dare subito ai bambini la cittadinanza italiana. L'indifferenza è  grande,  e non distingue il vecchio partitismo dal movimentismo nuovo. Per tutti coloro che hanno  potere in Italia gli   immigrati, che marinai, pescatori e volontari  continuano a salvare   dal mare e portano  a terra, in violazione della Bossi Fini, non contano e sono un ingombro da mettere, adesso,  nei nuovi   Centri di espulsione che sta costruendo l'attuale ministro dell'Interno Minniti. Immagino che  saranno consegnati, con i gabinetti già intasati, acqua fredda, niente privacy e niente assistenza legale e medica. Tanto si tratta solo di attesa prima dell'espulsione. Ora, poi, non ci sono più neppure Pannella e i deputati radicali che, su quel tipo di inciviltà,  facevano chiasso e disturbavano finché qualcuno prestava attenzione. Quanto alla Bossi Fini, nessuno ha chiesto di cancellarla. Riconosciamo che restano in campo il senatore Manconi e la presidente della Camera Boldrini, ma nessuno ( media inclusi) ne ascolta  la  voce.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –06- giugno-2017 pag. 10

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