Il Fatto Quotidiano
MA GUARDA CHE NOVITA': CHIUDONO I CAMPI ROM

Caro Furio  Colombo,

Quanto  meno te l'aspetti anche la sindaca Raggi di Roma ha qualcosa di nuovo e originale da comunicare: chiuderà i campi nomadi. Fuori tutti. Senza se e senza ma.

Mino

Virginia Raggi, nella sua prima intervista a pagina piena con foto del Corriere della Sera ( 5 giugno ) viene messa con le spalle al muro da una domanda senza scampo dell'intervistatore Emanuele Buzzi: " Dicono che lei preferisca aiutare i rom piuttosto che le famiglie povere". Strano che un professionista dell'informazione formuli la frase in questo modo, secondo il credo leghista. Ovvero trasporti nella sua Intervista il secolare, pesantissimo pregiudizio sui rom. Ma lo ha fatto, e la Raggi sta al gioco, e se si tratta di dare  addosso ai rom come causa dei mali cittadini, non si tira indietro: "A Roma ci sono nove  campi rom autorizzati. Per iniziare ( si sente subito un profumo  di aria nuova, ndr) ne chiuderemo due e faremo tornare alla legalità intere zone  della  città ". Interessante questo illuminato punto di vista della prima cittadina, che definisce senza esitazione  " illegale", e contagiosa per la legalità di un intero quartiere, una parte dei suoi cittadini, che sono ( vedere Istat) quasi tutti cittadini italiani , e vivono ( vedere  Raggi) in luoghi autorizzati.  Ma interessante anche il modo in cui  procede l'intervista. Infatti, dovrebbe seguire la domanda: " Quanto le costa spostare i rom?  E come identificherà le famiglie povere da aiutare invece dei rom?  E se le famiglie povere sono anche rom?" Ma la Raggi, che è una giovane avvocato, è all'altezza della prova. Dice: “E' l'inizio della fine dei campi rom. I campi sono costati finora 24-30 milioni ogni anno. I risparmi potremo destinarli alle fasce più deboli”. Nessuna  precisazione detta o richiesta. Forse la  Raggi e il suo intervistatore vogliono comunicare l'idea che se chiudi i campi, quei ladri e perdigiorno dei rom spariscono? Spariscono come? "Chi ha risorse proprie   verrà mandato via ( manca qualsiasi indicazione del livello  di "risorse proprie" richiesto per essere mandati via, ndr). Per gli altri un accordo prevede  requisiti e obblighi precisi per chi partecipa. Chi non lo rispetta è fuori".  Sappiano niente di questi "requisiti e obblighi”, ( per esempio se siano costituzionali)  e a quale autorità  risponde un  rom in castigo,  e chi decide che è “ fuori", cioè in strada con bambini e peluche,  collega Buzzi?  "Come sindaca rappresento tutti i romani" conclude Raggi nel suo editto al Corriere, fedelmente trascritto. Non sembra proprio.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07- giugno-2017 pag. 12

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