Il Fatto Quotidiano
IN QUESTO RISTORANTE IL PERSONALE E' CENTO PER CENTO ITALIANO

Caro Furio Colombo,

Ho visto  la terrificante fotografia del cartello  che annuncia, sulla vetrina di un ristorante veneto, “ personale al 100 per cento italiano” e ho ricordato la foto che riappare ogni anno, quando si ricordano le leggi razziali: “ questo negozio è ariano. “ Possibile che ci sia chi non ha pudore a mostrare  una simile “ identità di vedute ”( come si diceva allora) con quel passato?

Marco

E’ vero, le due foto sono identiche. Appena si diffonde un pensiero di morte ( leggi razziali e negazione  della cittadinanza a un bambino sono pensieri di morte ) c’è subito chi si mette in fila  per apparire nel ritratto e nella testimonianza non più cancellabile dei momenti peggiori della nostra storia. Se l’America lo avesse fatto ( prima del morbo di Trump ), a New York non ci sarebbero  tutti ( tutti ) i grandi ristoranti che sono il carattere e l’orgoglio di quella città. Dai tempi della seconda guerra mondiale abbiamo imparato  quanto può essere infettivo il pensiero basso (nazismo, fascismo, suprematismo ). Prima di essere distrutti ed esclusi dalla storia, hanno potuto provocare  50 milioni di morti. Il pensiero basso non è così lontano da quello fascista , quando invoca cacciata, respingimento, negazione della salvezza e- se si salvano- del diritto alla cittadinanza dei bambini. I predicatori saranno diversi, e con intenti diversi ( secessionisti ma nazional-razzisti,  oppure portatori di tutto il nuovo del mondo, ma  trascinandosi dietro un carico stravecchio  di pregiudizio contro  rom e stranieri ) e purtroppo si dirigono  alla stessa porta o portale d’ingresso: quello di fare posto “ ai nostri”, di cui vogliamo il voto ma non diciamo quale sarà il premio della cattiveria: lavoro ( che non c’è )  in cambio di bambini esclusi da tutto e senza diritti ? Case ( che non ci sono ) e letti d’ospedale (che sono già stati eliminati), in cambio  di ogni campo rom che si sventra? Bisogna purtroppo attribuire una  dimensione e una qualità diversa agli creatori di questi progetti di quotidiana persecuzione, rispetto ai nuovi seguaci: Il fascismo aveva un progetto orrendo ma grandioso di ricostruzione  del mondo. Il nazional-secessionismo ( e i suoi sorprendenti imitatori, che si erano presentati come gli strateghi del nuovo e della sua tecnologia )  non hanno altra ansia che intercettare barche, respingere bambini ( nel deserto, in mare o già arrivati  nelle nostre scuole ), tagliare ponti, chiudere frontiere. Credono, alla cieca,  che, in un mondo spaccato, finiranno male solo quelli chiusi fuori.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –23- giugno-2017 pag. 10

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