Il Fatto Quotidiano
LA SOLIDARIETA' NEGATA AL POPOLO CHE VIVE NEL FIUME

Caro Furio Colombo,

La vergogna italiana di Ventimiglia continua. La città rifiuta di accettare e persino di dare  acqua ai migranti. La vergogna della Francia continua. Il loro confine resta chiuso,una cosa spietata e illegale. E, in mezzo ai due Paesi altrettanti disumani ci sono migliaia di persone  che aspettano inutilmente un segno  di umanità. Quel segno non arriva.

Francesca

E’ strano sentir raccontare questa storia dai telegiornali, come se si trattasse di una sciagura della natura, terremoto o alluvione. Sappiamo che non c’è altro da fare che correre in soccorso. Ma qui c’è la seconda variante. L’evento appare incredibile, assurdo prima ancora che crudele. Ma nessuno si muove. A un telegiornale di Sky ho sentito un giovane uomo, appena risalito dal fiume in cui si nascondeva, dire alla cronista: “ non mangio da tre giorni.” Non era nelle mani di qualcuno che era andato a soccorrerlo, ma solo di qualcuno che era andato ad arrestarlo perché è vietato attraversare  il confine. Ma per per lui e la sua gente è vietato anche restare a Ventimiglia. Oppure non restare a Ventimiglia, perché sono gruppi di popolazione nera, a piedi, con qualche sacco e bambini, e non possono andare sull’autostrada, non possono fermarsi nei paesi vicini, non  possono restare sulle piazze, nel perimetro della città di Ventimiglia è vietato dare loro  bere o mangiare ( ragioni igieniche, dice il sindaco) ,se si rifugiano  nelle colline cespugliose dopo un pò vengono   cacciati, e il solo campo allestito nella zona dalla Croce Rossa sul luogo è troppo affollato per accoglierli. Primo chiarimento: non è arrivata un’ondata di umanità in fuga dal mondo, al confine Ventimiglia-  Mentone, fra Italia  e Francia. Si tratta di alcune centinaia di persone che aumentano un po’ ogni giorno  solo perché una decisione folle che risale alla Francia di Hollande, non permette il passaggio della frontiera. E Il governo italiano accetta questo diritto negato all’Italia ( prima che ai migranti ), e ordina alla nostra polizia di collaborare.

Secondo chiarimento. Ci dicono i cronisti che quasi tutti i profughi bloccati senza acqua,senza cibo e senza un luogo in cui sostare sono fuggiti dal Sud Sudan, dove avvengono alcune delle vicende  più violente, persecutorie e disumane in Africa, a causa  di  grappoli di guerre  civili in corso,  e di potere contestato su  aree e persone. In futuro ci sarà qualcuno  che accuserà italiani e francesi di genocidio, per quanto avviene al confine di Ventimiglia. Ma - come è accaduto peraltri tragici episodi del genere, la condanna colpirà forse qualche presunto responsabile, ma in questo momento nessuno salva nessuno.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –29- giugno-2017 pag. 10

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