Il Fatto Quotidiano
MIGRANTI: ADESSO LA LOBBY DELLA PAURA HA UNA SOLUZIONE

Caro Furio Colombo,

Trovo indecente il comportamento dell’Unione Europea e dei suoi singoli membri sul dramma degli sbarchi, in cui l’Italia è isolata. E non capisco la debolezza della nostra quasi inesistente risposta.

Ugo

La chiave di questa storia incredibile è che - dopo tanto spazio, tempo e stampa messi a disposizione della Lobby della paura - la grande maggioranza degli italiani non vuole più sbarchi e persino il  Papa ha abbassato la voce. Questo spiega ( in parte, il resto  è carattere ) la debolezza del governo italiano che, isolato dalla chiusura di tutti i porti e di tutte le frontiere che ci circondano, ha avuto quasi niente da dire. Purtroppo quel poco che si dice è senza senso. L’Italia, Invece di difendere se stessa e gli immigrati,  presenta, uno dopo l’altro, piani impossibili, irrealizzabili o inutili. Proviamo a elencare le stranezze, le contraddizioni, le follie del momento.

1 - La Libia non esiste. Tutti i progetti ( sono tanti ) fondati sulla Libia  come argine sono impossibili o inesistenti.

2 - I Paesi del rimpatrio non esistono, come non esistono sedi diplomatiche italiane, europee o

di organizzazioni internazionali, in grado di dare visti o permessi o di facilitare i ritorni. Nessun governo dei Paesi di fuga è disposto a trattare la questione ritorni.

3 - Pretendere di distinguere la fuga per guerra o la fuga per carestia è una questione che nasce inquinata dalle notizie false. La lobby della paura ( faceva  capo alla Lega ma adesso ha succursali in tutti i partiti ) annuncia che  Paesi di terrore come  il Sud Sudan vengono dati come “pacifici”, la carestia che attraversa da Est a Ovest l’Africa non fa notizia. Vi sono Paesi come la Somalia, che non hanno governo, ( governano invece bande di terrore ) che sono nell’elenco della migrazione economica

4 - I due Parlamenti, quello italiano e quello europeo ( inquinato da una massa di personaggi tipo Brexit ) non parlano mai. O sono vuoti, se si annuncia il dibattito sulla questione.

5 - Emerge allora l’unica soluzione:  “pugno duro” o “ giro di vite” sulle organizzazioni umanitarie che salvano , accusate di ogni tipo di incrocio criminale dalla Lobby della paura, che diventa sempre più potente. Non si può andare in Libia ( meno che mai nel Niger, nonostante  annunci dettagliati ) non si può ottenere attenzione dall’Europa e rispetto da Francia, Spagna e Austria, che ci sbattono la porta in faccia. Non siamo capaci di  reclamare il diritto italiano di salvare chi muore ( ricordate “Mare Nostrum” e la quantità di vite salvate dalla Marina militare italiana?) e allora, caso mai succedessero strani affari,   mettiamo poliziotti a bordo di Medici senza Frontiere, che naturalmente rifiutano. Pensate al confronto fra questi due eventi: grande mobilitazione per salvare il piccolo Charlie che, purtroppo, come Eluana Englaro,non è più salvabile. Ma  nessuna pietà per i bambini che, anche adesso, stanno sfuggendo dalle braccia esauste delle madri e vanno a posarsi  sul fondo del mare Mediterraneo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –06 luglio--2017 pag. 10

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