Il Fatto Quotidiano
TRUMP AFFANNATO CERCA UNA VIA DI FUGA

Caro Furio Colombo,

Trump non sembra  essersi mai adattato alla nuova carica. Non crede che sia soprattutto arrabbiato con se stesso e cerchi sempre qualcuno a cui far pagare la sua confusione?

Milena

Se si dovesse tentare di tracciare il percorso di Trump da quando è presidente, il risultato sarebbe uno zig-zag molto intricato, un terribile  scarabocchio. Ci sono molti problemi, nel mondo, ma nessuno  sembra  averlo toccato più di tanto, nessuno gli appare meritevole di più di un minuto. Nel suo Paese ha realizzato un solo impegno, abolire l’assistenza medica garantita.

Quell’impegno, negativo, crudele e senza alternative ( non  c’è un suo nuovo progetto ) era  pur sempre politico : cancellare  ogni traccia di Obama nella legislatura americana. Non gli è riuscito, se non in  minima parte e con decisione temporanea, nonostante  l’aiuto di una Corte Suprema rinnovata da una sua nomina, di realizzare il blocco alle frontiere di tutti gli islamici di sette paesi del mondo ( fanno eccezione, però,  i suoi partner d’affari sauditi ). Non ha nominato nessun ambasciatore americano nel mondo ( solo la Santa Sede,dove è stata scattata la famosa fotografia in cui Trump ride  accanto al Papa triste ).  Ha trascurato di provvedere ad oltre 200 nomine della burocrazia americana, e interi settori anche cruciali di Washington  restano senza capo. Tiene  i ministri con una corda corta ( si muovono poco e decidono  niente, persino il ministro degli Esteri Tillerson, che ha esperienze, se non altro d’affari, essendo stato capo della Mobil Oil). Il suo governo resta privato, e tutto dentro tweets frequenti, a volte offensivi, infantili. E si ha notizia che anche il figlio maggiore. Donald jr., sia dedito a esercitarsi in tweets velenosi contro  i media che fanno parte  del “complotto” contro il padre. Notare che anche il figlio  conosce solo ciò che vede in TV  e si occupa solo di personaggi noti che in Tv non esprimono simpatia per il regime di famiglia. Ma i due ultimi episodi di Donald Trump, presidente rancoroso  e inerte di una America politicamente ferma,  sono   sembrati a molti fuori dalla polemica e dentro una  tensione mentale ( l’espressione è mite  e inadeguata ) che fa pensare a un forte stato d’ansia. Dovendo fronteggiare le critiche della giornalista  Mika Brzezinski ( figlia di un padre celebre,  che è stato National Security Advisor alla Casa Bianca ) Trump è tornato a un suo strano e disorientante precedente, il sangue delle donne. Vede dovunque  il sangue femminile come forma d’insulto. Può un presidente scrivere “ la stupida Mika, con un basso quoziente di intelligenza e tutto quel sangue in faccia per i tanti ritocchi” senza destare una attenzione stupita  che non ha niente a che fare con  la politica? Ma subito prima il presidente degli Stati Uniti che continua a sentirsi estraneo alla presidenza, aveva fatto circolare  il video ( un fotomontaggio ) in cui Trump picchia selvaggiamente qualcuno  identificato solo come CNN, ovvero il  maggior avversario televisivo di Trump e figli. Nel video Trump vince. Nella vita no. Ciò che accade sembra la ricerca, inconscia ma frenetica, di una via di fuga, Trump sembra persuaso che non  sa fare, e non può fare ciò per cui lo hanno eletto.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –08-luglio--2017 pag. 12

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