Il Fatto Quotidiano
Low cost e B&B: perchéi turisti sono maleducati?

Caro Colombo,

E’ come se fosse avvenuto un cambio di genere umano. Tutti ricordiamo il turismo come un muoversi  nel mondo di masse ordinate ( di solito più ordinate dei cittadini del Paese visitato ). Tutti sappiamo adesso che il passaggio di un’orda turistica è un pericolo che lascia sempre qualche segno di distruzione e che in ogni caso non ha alcuna cura o soggezione per i luoghi che visita, persino se sono unici al mondo.

Dino

I turisti sono un popolo a parte che ha tre  caratteristiche  che ne segnano il comportamento:Viaggiano male, mangiano male, vivono male, da quando comincia a quando finisce il loro arruolamento. Come soldati di un esercito  privo di valori  e vessato da ordini arbitrari, tendono a essere  sgarbati nei contatti umani, brutali nell’uso dei luoghi con cui vengono a contatto, e privi di attenzioni e riguardi, che del resto nessuno dedica a loro. Il primo crollo di civiltà è avvenuto con i viaggi low cost che sono basati sul maltrattamento ( nascosto, s’intende, da ingegnosi finzioni su certe  rotte e per certi gruppi di clienti che fanno opinione ), sugli orari disperanti, sulla continua riduzione dello spazio anche per viaggi lunghi, sulle attese infinite.

Il secondo, forse il più grave, che ha cambiato radicalmente il volto dell’attività chiamata  turismo, è il rapidissimo  diffondersi del B&B o “casa vacanza” ovvero l’affittare per poche ore  via email camere o case private di cui si vedono false fotografie in rete, in luoghi in cui non c’è mai una persona sul posto o un custode “ dedicato”,  che richiedono ( spesso dopo difficili viaggi low cost), lunghe attese notturne, perché non arriva nessuno  a darti le chiavi. Da questi luoghi di solitudine  migliaia  di gruppi o famiglie  di turisti escono ogni mattina senza alcuna possibilità di chiedere anche solo una informazione, praticamente senza sapere dove sono, vivono lunghe giornate abbandonati a se stessi, attesi da ristoranti con tristissimi menu fissi ( costano poco ma valgono meno ) e devono trovare il modo di soddisfare i bisogni corporali in un modo o nell’altro. Comprensibile  che non vedano nulla di male nell’entrare nelle fontane, spogliati o vestiti, non solo per il caldo ma anche per la totale mancanza di relazione ( conoscenza, informazione, immaginazione, orientamento ) del luogo in cui si trovano. Ci si deve rendere conto che l’abolizione degli alberghi, prima e dopo il rapido e rude evento dell’essere rinchiusi, ciascuno  immobile al sua posto, ciascuno schiacciato  contro un televisore, in contenitori volanti ( i voli “low cost” che spesso subiscono ritardi biblici ) ha cambiato gli spunti minimi di civiltà  in cui abbiamo vissuto. L’albergo era il luogo, il Paese, la lingua, e una impressione di accoglienza che stabiliva un principio di legame fra nuovo venuto e luogo mai visto. Creava  una scintilla di rapporto, interrompendo la totale estraneità, che è alibi del vandalismo e del comportamento erratico. La “Casa vacanze” o “Bed  and Breakfast”, ovvero una frazione di appartamento affittato a caso da sconosciuti a sconosciuti che non si incontreranno mai,  è il non luogo di una solitudine a cui si rimedia formando vasti gruppi che si aggirano per la città come capita. E cercano informazioni dai soldati armati che, presso il mezzo blindato, presidiano la città. In molte città italiane il tempo dei vigili urbani ( qualcuno anche munito di lingua straniera) è passato da un pezzo. I turisti sono maleducati e rovinano le fontane. Ma non date la colpa ai turisti.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15-luglio--2017 pag. 10

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