Il Fatto Quotidiano
IN ITALIA NESSUNO DECIDE E SIAMO UN PARSE ESAURITO

Caro Colombo,

Vedo continuamente la pubblicità di integratori alimentari che danno forza, energia, ottimismo. Non si potrebbe inventarne uno per chi fa politica? Il problema adesso non è più se è  buona  o cattiva politica, ma un senso  diffuso e visibile di spossatezza,  un ossessivo riciclaggio di cose  già dette e, purtroppo, già fatte.

Luca

Poiche ‘ concordo con l’affermazione del lettore, e cerco di riflettere sul suo spunto, dico subito che non includo in tale riflessione chi non ha già governato. Forse promette di più di ciò che può fare e forse, cautamente, dice solo una parte del nuovo che potrebbe venire. Dunque, giudizio sospeso. Tutti gli altri, che sono già sulla scena e che stanno, in questo periodo, affannandosi a risvegliare l’attenzione dei cittadini, che langue, sono governanti ex governanti, ciascun gruppo con un carico di promesse non mantenute, o andate a vuoto, o realizzate e risultate irrilevanti. Se parliamo dei tutti che hanno già governato ( dunque le mitiche “destra” e “ sinistra” )  la nostra memoria ci avverte che stiamo parlando di più di due decenni occupati ( e alternativamente governati ) da due blocchi contrapposti. Ma la stessa memoria non riesce  a distinguere ciò che è accaduto finora in  fasi diverse,  segnate da valori alternativi e da alternativi impegni di fare e cambiare. Ci voltiamo e vediamo una radura piatta in cui non  sono rimasti i ruderi di niente. La  destra non si è occupata di concorrenza o di mercato e la sinistra si è tenuta lontana dai sindacati e del laviro.  Non sono rimaste sul campo nè tracce  di meritocrazia  nè impegni per l’ uguaglianza. Annunciati e seguiti da onde di parole, in forma di  esaltazioni, celebrazioni e accuse,  passano  treni vuoti. La spossatezza dura da tempo e non si sono notati guizzi di vitalità o segnali, anche solo umorali, di ripresa. La “ ripresa” viene affidata a numerini che sembra vengano da un altrove non definito. Governo, politici e cittadini aspettano quei  numerini insieme, come se nessuno avesse personalmente a che fare sul come si formano. Ma è siccità anche  per i numerini, che dovrebbero indicare  ricchezza o ripresa. Tardano. E non  si possono fare processioni per il Pil o i dati dell’occupazione come si fa con la pioggia. Ci sono brevi momenti di concitate  accuse reciproche  e poi torna la bonaccia. Forse per questo i turisti sono così maleducati e privi di rispetto per il Paese che invadono, e le sue cose ( anche se sono secoli d’arte ). Capiscono  subito che nessuno governa, nessuno decide,  e tutti sono impegnati in un mormorato litigio senza fine e senza voti.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –18 luglio--2017 pag. 10

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