Il Fatto Quotidiano
IL BUSINESS E LA DISCUTIBILE CONTABILITA’ DEI MIGRANTI

Caro Furio Colombo,

Ogni  giorno qualcuno cerca di persuadermi che i migranti sono il più grande business  del momento e uno dei più grandi di tutti i tempi. La mia idea del business è che è tipicamente  bilaterale, in modi diversi e in contesti  diversi , guadagna  chi vende e guadagna chi compra. A meno che non sia rapina o estorsione. Sui migranti mi dicono che ci guadagna una parte sola ( i mercanti di persone ). Ma alla fine però  si da la caccia ai migranti e a chi li salva. Non c’è qualcosa di distorto  in questa interpretazione del business?

Michela

Lo stesso giorno, il 19 luglio, due grandi giornali del mondo hanno affrontato con molta evidenza lo stesso argomento. Mi riferisco all’articolo di Federcio Fubini sul Corriere  della Sera, e di Gaia  Pianigiani  nella prima pagina del New York Times International. Fubini è uno dei più accurati  giornalisti economici del  giornale  italiano e Pianigiani è una reporter precisa fino ai dettagli. Entrambi  collocano la ricerca ( Fubini ) e l’inchiesta ( Pianigiani )  in un contesto che conoscono bene. Entrambi  non citano la totale assenza  di  governo e Parlamento italiano, sul grandioso fenomeno dell’emigrazione dal Sud al Nord. Chi tenta di arrivare in Italia affronta  un grande incrocio di percorsi pericolosi,  a semafori spenti. Li ha spenti (  gli articoli di cui parlo non ne accennano)  la legge Bossi Fini che ha inventato reati senza  rapporto con  la realtà. L’Italia sembra un Paese folle, se non si dice che,per due governi Berlusconi - Bossi quasi in sequenza, sempre con  Maroni ministro dell’interno,  e l’incredibile e costosissimo trattato con Gheddafi ( un vice- re con l’incarico ufficiale   di stroncare il traffico immigrati  per conto dell’Italia )   è stata fatta tabula rasa di ogni possibilità di affrontare con umanità, razionalità e ragionevoli sequenze logiche, il grande problema. A quel problema, invece ( ricordate tragici personaggi come  Borghezio e Gentilini della  Lega Nord?)  sono state dedicate urla, invettive ( una ministra  nera è stata definita  scimmia ) sono state lanciati annunci tipo: un milioni di migranti è pronto a sbarcare,  questa è una invasione. Tutto ciò,  invece di affrontare i due aspetti cruciali: che  cosa deve  fare un Paese moderno e civile come l’Italia? E con quale autorevolezza e credibilità potrà    rivolgersi all’Unione Europea, di cui è fondatrice, dopo avere offerto al Parlamento  Europeo, le penose performance di Berlusconi e dei leghisti? Su questo vuoto si è impiantato il malaffareche documenta passaggio per passaggio  Fubini ( anche se aggrega cifre diverse, luoghi diversi, tempi diversi, predoni diversi, vittime  diverse ). Purtroppo, anche a causa del titolo,lascia   l’impressione che l’intera spesa sia a carico dell’Italia, e che se finalmente blocchiamo  l’esodo, saranno  gli italiani a incassare 400 miliardi che invece  vengono spesi per gli stranieri. Gaia Pianigiani racconta con bravura e con gusto le malefatte dell’accoglienza, ma senza spiegare che la sua storia non  si svolge in Messico, ma in un Paese spesso lodato negli Usa, che non affronta e non ha  mai affrontato il problema immigrazione per non dispiacere ai vari gruppi che si oppongono come se  accogliere o no fosse una opzione. Naturalmente nel business documentato da Fubini, e da Panigiani entrano i peggiori. Purtroppo le due foto  sono tagliate in modo che non si vedano  le facce degli autori di un simile disastro.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –21 luglio--2017 pag. 10

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