Il Fatto Quotidiano
CACCIA O ACCOGLIENZA AI MIGRANTI, PARTE SECONDA

Caro Colombo,

Ho notato che gli anti- immigrati  si incattiviscono. Opinioni e umori diventano ideologia e l’ideologia è fascismo. L’idea dell’accoglienza, invece, non solo è debole, ma sta diventando spaventata e marginale. Io sono per l’accoglienza e ho paura.

Vincenzo

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Trovo ragionevole avere paura. L’episodio riportato dal fatto sulla tomba scoperchiata per vendetta  a Verona ( era la tomba di famiglia  di due persone apertamente e pubblicamente  favorevoli alla accoglienza ) dimostra una cattiveria spietata che non origina certo dal disagio dell’immigrazione, e non scompare con la  soluzione del problema ( se ci fosse ). E’ l’emergeredi un nuovo tipo di avversione spietata  che investe  tutto ciò che la contraddice. Una invocazione della democrazia è fuori posto, perché siamo entrati goffamente e incoscientemente, come un clown che inciampa , in una post democrazia in cui ha perso valore ogni diritto umano e civile.

Ti dicono che non c’è niente da rispettare perchè “ il popolo “ non vuole, il “ popolo”è stufo e “ il popolo” non può più tollerare. Il racconto agghiacciante del “Fatto”  ti fa sapere  d isquadre che seguono  i pochi migranti che osano  camminare per le strade del borgo veronese in cui sono stati assegnati. E spiega che la scorta è necessaria per la sicurezza dei cittadini e perchè puzzano.  Il degrado italiano è semplice da spiegare. Sono scomparsi i cattolici, perchè si vergognano di un Papa che vuole essere povero e nero. Sono scomparse le famiglie, i giovani, le  masse di sinistra perchè la sinistra si vergogna di loro  e vuole  che vadano con  Marchionne. Sono scomparsi i Radicali, come implacabile  grillo parlante, perchè Panella è morto, la Bonino è una nobile e solitaria sopravvissuta, e tutti gli altri sono, a uno a uno, nobili testimoni  che fa comodo ignorare,  visto che non hanno potere. Altri, in politica, sembrano impegnati  in cose nuove non ancora svelate, ma lasciano i cadaveri sul campo.  Non c’erano, e non tocca a loro raccoglierli. Chi scoperchia le  tombe per vendicarsi della presenza di alcuni neri in città non si vergogna perchè non saprebbe di fronte  chi, e, tra i media, non c’è nessuno  che rappresenti  il disgusto, che certo esiste, fra i residui cittadini normali. E allora nel loro  macabro  spettacolo razzista ballano da soli e sanno che lo possono fare e rifare.

Non c’è una voce, non c’è un leader,  non c’è  una istituzione, non c’è una testa pensante  che si rivolti. Come diceva Conte, nella indimenticata canzone,  “ neanche un prete per chiacchierar”.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –26 luglio--2017 pag. 12

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